Per effetto della crisi, la maggior parte dei Retailers ha attivato come misura la contrazione dell’attività di sviluppo per concentrarsi ad aumentare la capacità produttiva della catena. È questa l’EXIT STRATEGY?

martedì 24 novembre 2009

RECOSYS NL[A1]08

RECOSYS NL[A1]08

START-UP DI UNA NUOVA CATENA DI NEGOZI: DALL’IDEA ALLA SUA DECLINAZIONE SUL TERRITORIO

Un percorso, firmato RECOSYS, di accompagnamento ai retailers in tutte le fasi di start-up di una nuova catena o di acquisizione di una catena di pdv esistenti. Dal Posizionamento attuale e futuro del brand/insegna all’individuazione delle potenzialità di Sviluppo ed espansione della nuova catena nel suo mercato.

giovedì 12 novembre 2009

RECOSYS su MARK UP di Novembre 09


A novembre Natale Mainieri mette sotto esame il DISCOUNT, osservando, in questo primo articolo, il comportamento del consumatore tipico di questa formula.
Mentre a gennaio uscirà la seconda parte dell'articolo che analizzerà invece in profondità il discount dal punto di vista delle insegne.
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IL DISCOUNT MESSO SOTTO ESAME VIENE PROMOSSO DAI SUOI CLIENTI.
La tipologia commerciale è utilizzata dal 25% dei consumatori italiani responsabili d’acquisto.
N.183 - Novembre 2009

lunedì 9 novembre 2009

LE GALLERIE IKEA ARRIVANO ANCHE IN ITALIA

Si legge sull'ultimo Mark Up che il gruppo svedese promuoverà anche in Italia la sua filosofia in materia di centri commerciali, già sviluppata all'estero attraverso IKEA Centre Group che gestisce 22 shopping center in 7 paesi e sta curando la progettazione e la realizzazione di altri 12.
Il nuovo punto vendita di Villesse-Trieste (27.900 mq di vendita) costituirà il modello, nonchè la base di partenza, di quello che fra due anni diventerà il primo shopping center italiano gestito da Ikea.
... Dal sito del Centre Group si capisce che il negozio IKEA sarà l'unica àncora presente e sarà in grado di richiamare gli shoppers da lontano (anche un'ora di distanza). Tutti i centri risultano essere attenti alla famiglia e presentano un mix di retailers/insegne accuratamente ed appositamente selezionati.
L'obiettivo è quello di creare una chiara identità collettiva che incorpori tutti i negozi sotto un'unica icona - la sorridente Shopping Bag.
La società che si occupa della gestione sta anche studiando dei modi innovativi per comunicare attraverso eventi, campagne, on-line oltre che mezzi di comunicazione tradizionali. In più, mantiene in costante osservazione il "cliente" attraverso indagini annuali per misurare il proprio successo, e poter continuare a crescere.

venerdì 6 novembre 2009

L’UOMO CHE SCAMBIO’ LA SUA CASA CON UN TULIPANO - di F. TRIAS DE BES

Novità in libreria ...
Dalle crisi di ieri alla prossima bolla finanziaria: come evitare di cascarci di nuovo
Un buon affare scambiare la propria casa con un tulipano, come accadeva nell’Olanda del ’600?Che cos’hanno in comune la bolla dei mari del Sud di inizio ’700 e quella del Giappone degli anni ’90? E quale strana idea ci ha spinto in tanti, solo ieri, a investire tutti i risparmi in società delle quali si conosceva appena il nome? In definitiva, perché anche il cittadino più prudente può trasformarsi in un “pollo da spennare”, che non distingue tra il prezzo e il valore delle cose?
Il libro - Premio “Temas de Hoy 2009” in Spagna - offre una risposta a tutte queste domande raccontando e spiegando le crisi più pazze della storia e confrontandole con quelle dei giorni nostri. Con l’obiettivo – ambizioso ma molto ragionevole – di evitare la “sindrome dello stolto”, e riconoscere in tempo le bolle prossime venture (forse già in arrivo…)
Fernando Trías de Bes, studioso e innovatore di management di fama internazionale, è autore di numerosi libri tradotti in più di 30 lingue e collaboratore abituale de El País Semanal. Coautore, con Philip Kotler, del classico Marketing laterale (2003), per Etas ha pubblicato Il libro nero dell’imprenditore (2008).

giovedì 5 novembre 2009

In 3D e con le impronte digitali per fare la spesa: il supermercato compie 80 anni e diventa tecnologico

(Adnkronos) - Da Piggly Wiggly in Sud Carolina basta un dito per pagare il conto, mentre in Croazia viene lanciato il negozio virtuale: dalla loro nascita negli anni '50, i grandi magazzini ne hanno fatta di strada. Nella catena di supermercati Piggly Wiggly in Sud Carolina vige il pagamento biometrico: per saldare il conto alla cassa basta l'impronta digitale. In Croazia sta per aprire i battenti 'Trillenium', il supermarket virtuale in 3D: come in un videogame si gira tra gli scaffali con il carrello e si 'prende' quel che serve. Insomma, un bel salto in avanti rispetto ad 80 anni fa, quando comparve il primo supermercato. Negli Stati Uniti, tanto per cambiare. L'idea di offrire ai clienti la possibilità di scegliere da soli fra tanti prodotti riuniti in un unico grande negozio venne a Michael J. Cullen, che nel 1930 aprì il primo supermercato dell'era moderna nei 560 metri quadrati di un ex garage nel Queens, a New York. In realtà, qualche anno prima, nel 1916 il Piggly Wiggly Store (gli eredi sono proprio quelli del 'pay by touch') di Charles Saunders, offriva un servizio simile a quello del supermercato 'inventato' da Cullen, ma non era ancora il negozio 'rivoluzionario' che sarebbe diventato una quindicina di anni dopo. L'idea di Cullen fu subito baciata dal successo: nel 1932 Robert Otis e Roy Dawson aprirono a Elizabeth nel New Jersey 'Big Bear'. Il punto vendita aveva una superficie di 5mila metri quadrati e i prodotti alimentari erano piazzati al centro della grande sala, suddivisi in 12 reparti. Nel 1936, anno in cui morì il 'papà' del moderno supermercato, negli Stati Uniti si contavano già 1.200 di questi nuovi negozi. Quattro anni dopo sarebbero diventati più di 5mila. In Europa il supermercato arriverà, come molte altre cose, con qualche decennio di ritardo rispetto agli Stati Uniti. La Francia è tra i primi Paesi a seguire l'esempio Usa nel 1948 quando per iniziativa dell'azienda di negozi a succursale Goulet-Turpin di Reims, che diventerà poi 'Express Marchè', poi ancora Champion, per assestarsi sul nome attuale: Carrefour. Comincia il 'glorioso' trentennio del supermercato del Vecchio Continente, che vedrà un graduale e costante aumento dei punti vendita in tutti i Paesi europei. Per l'Italia lo spartiacque tra le piccole botteghe alimentari al dettaglio e l'era dei centri di vendita sempre piu' grandi è il 1957, quando a Milano apre il primo negozio della catena 'Esselunga'. Così inizia la storia dei supermercati nel nostro Paese: il supermarket, il self service, la possibilità di fare tutta la spesa in un unico luogo sono elementi di una rivoluzione culturale e di costume che caratterizza l'Italia del dopoguerra e accompagna il boom economico. I prodotti freschi imballati in speciali confezioni; un ampio assortimento a prezzi piu' moderati rispetto ai tradizionali negozi di alimentari, alle salsamenterie e drogherie; aria condizionata e musica diffusa dagli altoparlanti sono i tratti innovativi del modello americano importato in Italia come in altri Paesi. E se a metà degli anni '50 il supermarket si fa largo nelle vie centrali delle città italiane, già dagli anni Sessanta le 'location' preferite sono in periferia dove è maggiore la possibilità di realizzare strutture di dimensioni sempre maggiori con grandi parcheggi.
Che evoluzione! Complimenti.

“BLURRING THE BOUNDARIES OF COMMERCE” - La testimonianza di La Feltrinelli


STEFANO SARDO di La Feltrinelli sostiene con entusiasmo il percorso di ingresso del retail nei luoghi di viaggio (per ora hanno 7 store, numero in crescita). Racconta che per fare questo passo sono stati costretti a ridisegnare completamente il formato del loro negozio per adeguarlo al luogo e alle esigenze del nuovo target. I numeri: il solo settore travel retail vale per l’insegna 12 milioni e mezzo contro i 330 milioni del totale complessivo degli altri negozi; 8.900€. al mq, rendita più alta del 30% rispetto agli altri negozi del centro città; le dimensioni del pdv sono molto limitate e vanno dai piccoli di Fiumicino (17 mq) ai grandi di 200 mq; anche il mix di prodotti è stato studiato ad hoc con una predominanza di periodici e cartoleria/gadget e una selezione di 7.000 titoli (da 35.000 nei negozi tradizionali). Il layout, il modo di esporre, la facilità di accesso, l’offerta prodotti, sono tutti elementi che devono consentire e agevolare le decisioni veloci e l’acquisto di impulso. In questo senso hanno introdotto anche piccoli snack da asporto.

“BLURRING THE BOUNDARIES OF COMMERCE” - Esperienza Grandi Stazioni


L'intervento che ha aperto il sipario sugli scenari del Travel Retail è stato quello di STEFANO MEREU di Grandi Stazioni (gestione delle 13 maggiori stazioni italiane tra cui: Milano, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Firenze, Genova B. e Genova P., Torino, Bologna, Verona, Venezia M. e Venezia L.) che descrive il progetto di riqualificazione che dal 2009 con Torino Porta Nuova fino al 2013 Roma Termini, farà decollare le cosiddette “piazze più potenti” delle grandi città.
Nella clientela delle stazioni che gestiscono hanno riscontrato una maggiore concentrazione di passeggeri, rispetto agli aeroporti, sulla fascia elitaria della popolazione (prima dell’avvento dell’Alta Velocità che ora è in continuo sviluppo). Il numero di transiti è inoltre superiore a qualsiasi aeroporto italiano. Il tempo di attesa media è di circa 15/18 minuti di permanenza in questi luoghi. Tutte premesse del successo dell'operazione.
Dal momento della riqualifica del luogo, il tempo medio di permanenza è aumentato da 18 a 21 minuti medi. Hanno iniziato a studiare il target, fanno benchmark su casi assimilabili, operano su architettura, immagine, atmosfera, attenzione agli scenari, lavorano insomma, sul riposizionamento dell’offerta complessiva. Viva è la ricerca di innovazione per servizi complementari al retail e di un’offerta ad alto livello per alcune sedi (come Milano). Stanno ri-progettato il disegno dei flussi di accesso e di permanenza. Anche le edicole stanno subendo una trasformazione in tutti i sensi, partendo dalla loro terziarizzazione e centralizzazione presso un
struttura unica e specializzata. Hanno anche predisposto la riqualificazione urbana delle zone circostanti, come le arcate, per far si che la stazione possa specchiarsi al meglio.
Per il debutto di Roma Termini si prevedono 150 milioni di contatti annui con una spesa media di €.2,6.

Convegno TRAVEL RETAIL “BLURRING THE BOUNDARIES OF COMMERCE”

Ieri, 4 novembre, nell’ambito delle iniziative dedicate ai principali “driving sector”, POPAI ha organizzato il convegno “BLURRING THE BOUNDARIES OF COMMERCE” per fornire una panoramica sul canale travel che diventa la nuova opportunità veramente interessante per il retail.
Il convegno si è aperto con il profilo del consumatore del Travel Retail, principalmente riferito al luogo aeroporto: VIAGGIATORE / FREQUENT FLAYER / STRANIERO / BUSINESS / COSMOPOLITA / CON POTERE D’ACQUISTO. Come luoghi del Travel Retail sono stati identificati: STAZIONI / AEROPORTI / PARCHI A TEMA / OUTLET / HOTEL / NAVI / E-COMMERCE. È interessante notare che in questa definizione rientrano anche delle tipologie di luoghi che convenzionalmente si escluderebbero, come gli outlet, e che nei parchi commerciali rientrano anche luoghi particolari come il quadrilatero della moda di Milano.
È stata anche presentata una ricerca svolta in un aeroporto di una capitale europea con interviste a 360 viaggiatori individuando il viaggiatore medio come UOMO / 40 ANNI / 6 VIAGGI ANNO. Solo il 13 % delle persone intervistate transita per vacanza. La ricerca ha individuato 4 cluster tra i viaggiatori: 11% SVOGLIATI: concentrati solo sul loro volo e prediligono l’attesa; 20% CURIOSI: esplorano l’offerta dell’aeroporto e sperimentano bar e ristoranti; 34% AFFAMATI: frequentano esclusivamente bar e ristoranti; 35% GIROVAGHI: vogliono fare shopping. Cosa acquistano in un aeroporto gli intervistati? 41% cibo e bevande; 35% vizi; 30% abbigliamento; 29% profumeria; 28% regalo; 21% accessori. Ma gli intervistati risultano essere non molto contenti del tipo di retail che trovano in posti come questo, soprattutto perché mancano gli stimoli unici e introvabili in altre realtà che rimangono più tradizionali… si nota quindi che non ci sono sforzi di personalizzazione. La previsione per il 2030 è di arrivare a 270 milioni di passeggeri negli scali italiani, un raddoppio dovuto ad ampliamenti e strutture nuove.
Nella seconda parte, si sono approfonditi aspetti come la differenza tra i viaggiatori occasionali e i pendolari (abituali e da fidelizzare) e la possibilità di sfruttare ulteriore business negli stessi spazi per prodotti o marchi stagionali inseriti in un ottica di temporary store. Emerge inoltre, una differenza tra utente di vettori tradizionali e utente delle compagnie low cost frequentato quest’ultimo da utenti più giovani, più donne e per il 15% anche da businessman.

giovedì 29 ottobre 2009

Chi è RECOSYS ?

RECOSYS Retail Consulting
Aree di Competenza e Sistema di Offerta
www.recosys.it

lunedì 19 ottobre 2009

RECOSYS su MARK UP di Ottobre 09

Anche il Supermercato sotto la lente d'ingrandimento di Natale Mainieri e Patrick Fontana, sul numero di Ottobre '09 di Mark Up.

Al cliente non piace il supermercato che non sa valorizzare il territorio. Una tipologia commerciale che viene sfruttata per la sua presenza, ma senza coinvolgimento. (Ottobre 2009, N. 181).

SIAMO POVERI O NO? UN VIAGGIO NEI DATI DELL’ISAE SULLA “POVERTÀ SOGGETTIVA”. Il nostro parere. Dalla parte del DISCOUNT

Dal nostro punto di vista, si assiste attualmente in Italia al danneggiamento della capacità attrattiva e di affidamento di alcuni formati, creduti consolidati, come il Supermercato o l’Ipermercato, a causa della scarsa attenzione allo studio della destinazione d’uso del singolo negozio ma, soprattutto al cliente.
Chi ci guadagna è il Discount, che gode di una condizione attrattiva favorevole alimentata dalla congiuntura economica, facilitando, nell’area del rapporto costo/beneficio per il cliente, la propria crescita nel mercato a discapito di Super e Iper.
La battaglia attrattiva in atto nella GDO/DO si concentra su alcune aree chiave di conflitto che evidenziano: Format in ATTACCO - aggressori Format in DIFESA - aggrediti
Il discount in Italia si trova ormai fuori dalla sua fase di lancio e non è ancora entrato in quella di maturità. Vive un momento favorevole in cui gli si rivolgono sia le famiglie “oggettivamente” meno abbienti, sia quelle che pur avendo maggiore disponibilità di reddito ritengono di doverlo ottimizzare, dando soddisfazione al “value for money” e ricercando il low cost.

…questo sarà l’argomento del prossimo numero di Mark Up in uscita a Novembre.

SIAMO POVERI O NO? UN VIAGGIO NEI DATI DELL’ISAE SULLA “POVERTÀ SOGGETTIVA”

L’ISAE pubblica in luglio i risultati dell’intervista ad un campione di 24.000 persone ogni anno per monitorare il livello di povertà soggettiva. Sono “soggettivamente poveri” quegli individui il cui reddito familiare è inferiore a quello da loro ritenuto adeguato, ovvero necessario per condurre un’esistenza “senza lussi, ma senza privarsi del necessario”. Questo concetto risulta sempre differente rispetto alla “povertà oggettiva” (2007: €.986 per una coppia; fonte ISTAT) cioè la mancanza di risorse rispetto ad una soglia predefinita.
Negli ultimi 12 mesi la soglia della povertà soggettiva è circa €.1.300 per un single, €.1.750 per una coppia. Valori crescenti per famiglie numerose fino a €.2.600, ritenuti necessari per 5 o + componenti per un’esistenza dignitosa.
Nell'ultimo periodo di rilevazione, si è rafforzata una tendenza al ribasso (trend iniziato tre anni fa, quando la soglia ha toccato un picco di oltre 2.100 euro in media) e, forse anche per effetto della crisi economica, sembra che i consumatori abbiano rivisto ulteriormente verso il basso le proprie valutazioni su quale debba essere ritenuto uno standard di vita "dignitoso". Il valore della soglia dipende anche dalle risorse effettivamente possedute e dall'area di residenza, risultando crescente all'aumentare del reddito e maggiore al Centro-Nord.
La diffusione di famiglie che considerano inadeguato il proprio reddito (incidenza povertà soggettiva), si riduce sensibilmente negli ultimi dodici mesi, al 66% circa, dopo il calo già rilevante registrato nel periodo precedente. In definitiva, negli ultimi due anni si è verificata una netta inversione di tendenza, dovuta dapprima ad una crescita del reddito effettivo e quindi, alla diminuzione dell'ammontare ritenuto necessario. L'incidenza è ritornata così a valori inferiori a quelli di quattro anni or sono.
Il ridimensionamento della povertà soggettiva è omogeneo per tutti i gruppi nei quali si è disaggregato il campione. Tuttavia, permane una percezione di disagio più diffusa tra le famiglie del Sud e delle Isole, tra i single, tra i nuclei con un reddito familiare più basso, tra coloro che detengono un limitato livello di istruzione e tra quelli che sperimentano una condizione lavorativa o professionale difficile.
Di rilievo anche i dati sulle difficoltà della vita quotidiana di famiglie che dichiarano un reddito inadeguato e di quelle che, invece, si dicono soddisfatte. Il 24% delle famiglie soggettivamente povere incontra difficoltà per l'acquisto di generi alimentari (6%>non poveri), il 15% ha avuto problemi a sostenere le spese per l'abitazione (5% > non poveri), il 33% a pagare le utenze domestiche ed il 23% ad affrontare le spese sanitarie (rispettivamente 10% e l'8% > non povere).
Infine, l'indicatore di fiducia è stato disaggregato tra famiglie soggettivamente povere e non povere. Quelle povere mostrano un livello di fiducia più basso, con un calo per il 2007, ma una ripresa negli ultimi mesi, più marcata: una spiegazione ne sarebbe il rallentamento della dinamica dei prezzi, che rinfranca maggiormente le famiglie più disagiate.

UN PROFESSIONISTA “MISTERIOSO” NEL PUNTO VENDITA

Oggi le aziende del mondo della distribuzione sono sempre più orientate a ricercare l’efficienza della propria catena, piuttosto che a promuoverne lo sviluppo.
Infatti, sempre più retailers richiedono l’utilizzo dello strumento di ricerca del Mystery Shopping, perché avvertono la necessità di essere “fisicamente” presenti nel luogo dove avviene il contatto diretto con il cliente, dove si attiva (o disattiva), la relazione.
Questo tipo di monitoraggio permette di rilevare con oggettività ciò che accade nei propri punti vendita e in qualunque altro “luogo commerciale”.
Cresce quindi l’attenzione al cliente da parte delle insegne più sensibili.
La simulazione di acquisto avviene ad opera di professionisti specializzati che, di volta in volta, entrano nel ruolo loro assegnato e distinto per età, sesso, cultura, status …
L’indagine può essere continuativa e finalizzata alla comprensione dei punti di forza e di debolezza della propria catena. In ottica di emancipazione, può costituire anche la base di studi più approfonditi sul cliente integrandosi in un percorso di analisi strutturato per individuare la migliore strategia legata al posizionamento attraverso i fattori che intervengono sull’immagine, i servizi e il vissuto del luogo “negozio”.
Quali sono i luoghi commerciali in cui si può effettuare il Mystery Shopping?
Tutti i punti vendita di beni di largo consumo e/o durevoli, centri di assistenza post-vendita, luoghi di erogazione di un servizio e, genericamente, in tutti i luoghi di incontro con il pubblico.
Quali sono sinteticamente gli obiettivi del Mystery Shopping?
  • Prendere coscienza di ciò che accade realmente, nella rete, nel rapporto con i clienti (senza preconcetti aziendali)
  • Impostare e condividere la strategia di comunicazione ed i conseguenti sistemi di incentivi alla rete
  • Individuare azioni per migliorare l’approccio commerciale della rete, coerenti con quanto centralmente deciso
  • Verificare la rispondenza dei comportamenti della rete agli standard decisi dalla società
  • Creare la base per studi sul cliente orientati alla migliore strategia legata al posizionamento

lunedì 12 ottobre 2009

ASSEGNATO IL PREMIO NOBEL PER L'ECONOMIA

È stato assegnato a Elinor Ostrom e Oliver Williamson il Nobel per l'Economia, per la prima volta a una donna.

Sono stati premiati per i loro studi sulla "governance dell'economia" con questa motivazione della giuria: "Hanno dimostrato come le analisi economiche possano far luce sulla maggior parte delle forme di organizzazione sociale".

Elinor Ostrom insegna all'Università dell'Indiana e le è stato riconosciuto il premio "per aver dimostrato come la proprietà pubblica possa essere gestita dalle associazioni di utenti".

Il primo Nobel per l'economia al femminile è proprio da sottolineare, se si pensa che, fino a 15 anni fa in Italia erano solo due le donne professore ordinario!

Oliver Williamson è docente presso l'Università di Berkley della California, esperto circa la risoluzione dei conflitti aziendali. La motivazione: "ha dimostrato che i mercati e le organizzazioni gerarchiche, a riflesso di quanto avviene nelle aziende, hanno delle strutture di governance alternative che si differenziano per il modo diverso di risolvere i conflitti di interesse".

"Le ricerche realizzate da Elinor Ostrom e Oliver Williamson hanno dimostrato che le analisi economiche possono far luce sulla maggior parte delle forme di organizzazione sociale", ha detto la giuria. Infatti le “teorie di Ostrom e Williamson valorizzano una serie di fattori che arricchiscono il modello tradizionale, fondato su soggetti che massimizzano l'utilità o massimizzano i profitti. L'idea fondante di soggetti, persone o enti, che si muovono in un mondo perfetto, non riflette la realtà. Studiare i problemi di governance permette di analizzare la complessità delle relazioni fra i fattori econonomici: non ci sono individui atomistici che operano in mercati perfetti. E poi si introduce il fatto che bisogna dar peso non solo agli individui, ma anche alle istituzioni".

giovedì 17 settembre 2009

RECOSYS NL06[A1] News Settembre 09

RECOSYS NL06 Supermercato Volantini ToToRIPRESA

CARTA CANTA! SEM “D2D” VOLANTINI, PER RIDURRE GLI SPRECHI

Ogni Insegna spedisce una gran quantità di mezzi pubblicitari, i cosiddetti volantini. Ma vi siete mai chiesti se il volantino riesce a raggiungere quelle famiglie realmente interessate al vostro messaggio pubblicitario? E soprattutto, l’investimento sostenuto è veramente funzionale alla crescita della cifra affari?

Oltre la metà degli italiani riceve “abbastanza frequentemente” volantini non indirizzati e circa il 40% “legge e conserva” i messaggi più interessanti.

RECOSYS propone il Modello S.E.M D2D, per individuare proprio la copertura ottimale per i volantini. Ecco, in breve, come funziona:
> Innanzitutto si analizza il territorio attraverso banche dati socio-economiche, statistiche, demografiche ma soprattutto si prende in considerazione la concorrenza. > Poi, mediante il Modello S.E.M. (Site Evaluation Model) , si passa ad individuare il bacino di utenza interessato, proprio del PDV, e a suddividerlo per zone, generando più sub-zone, delineate in funzione della distanza dal PDV, della distanza dagli altri players e principalmente dalla reale potenzialità attrattiva che il PDV esercita su quello specifico segmento territoriale (criteri gravitazionali matematico-statistici). > In ultimo, in base agli output gravitazionali elaborati, viene definito il piano di distribuzione volantini per unità territoriale coerente con le reali capacità attrattive del PDV.
Si raggiungono così proprio quelle famiglie su cui il punto vendita è realmente in grado di esercitare attrazione.
L’obiettivo dell’ottimizzazione costo/beneficio viene quindi raggiunto definendo il nr. di copie/volantini da distribuire per ogni evento promo, commisurato, per ogni sub-zona, al nr. di famiglie che concretamente possono essere attratte (copertura ottima). Il piano arriva ad indicare anche i livelli di distribuzione per comune, strada e nr. civico.
richiedi un preventivo a info@recosys.it

SUPERMERCATO: LA STRATEGIA DI QUARTIERE!

Il Supermercato è il formato sul quale si svolge la battaglia più cruenta del mondo della distribuzione alimentare. L’arma è la location! Giusta o sbagliata, è l’elemento che caratterizza maggiormente un supermercato, ormai considerato mera evoluzione dell’antica bottega.
Ma per vincere la guerra devono evolversi anche le armi. Ed ecco che la location non basta più. Qui emerge l’aspetto chiave: focalizzare la destinazione d’uso del negozio in un contesto territoriale ristretto che, di base, contenga le potenzialità necessarie. Molti sono i supermercati diventati solo presidio di servizio, a utilità esclusivamente funzionale. Questo porta inevitabilmente la maggior parte delle catene verso una sostanziale omogeneità di format, dove il meccanismo si basa più sui prodotti in assortimento che su una vera strategia di insegna. L’unico fattore discriminante risulta la location, attenzione a non sbagliarla!
Le catene alimentari si concentrano sugli acquisti, lasciando poco spazio al Marketing e svuotandolo del suo ruolo strategico e organizzativo (studiare il cliente, il territorio, il contesto competitivo, non solo di beni ma anche di servizi, generare innovazione). Ma è giusto occuparsi di vendere ciò che si compra e non di comprare ciò che si vende, anche quando è il consumatore a richiederlo ?
Sono molti gli esempi di catene di supermercati che hanno accettato il compromesso con l’industria, trasformando il format in contenitore di prodotti da vendere alla più alta rotazione possibile. Tendenza, ora, completamente in contrasto con la polarizzazione dei consumi. L’attuale organizzazione, pur in un percorso di emancipazione, ha privilegiato gli interessi più comuni a industria e distribuzione: acquistare prodotti a costi sempre più bassi e a volumi sempre maggiori. Perché non provare a ritornare al marketing cliente? Una volta lo esercitava il “bottegaio” attraverso quelle relazioni dirette con i propri clienti.

4 regole basilari per la giusta strategia di quartiere:
1.
Il supermercato che conosce il proprio contesto di mercato > interagisce al meglio con esso.
2. Il supermercato che fa “gestione contestualizzata> favorisce la relazione con il cliente.
3. Il supermercato che è attento alla sua destinazione d’uso e al suo cliente > aumenta la capacità attrattiva e di affidamento.
4. Il supermercato che controlla e governa tutti i fattori locali di performance > agisce concretamente su posizionamento e affidamento.

… e possibili soluzioni:
per non sbagliare location
per la giusta strategia di quartiere

lunedì 14 settembre 2009

IL NEGOZIO DEL FUTURO SARÀ INTERATTIVO

Novità che riguardano il retail alla fiera ABITARE IL TEMPO di Verona (17-21 settembre).
Sul tema del rilancio del settore della distribuzione è stato allestito uno "ShoppingLab", realizzato da Bestetti Associati con la collaborazione di Molteni, Valcucine, FendiCasa, B&B, Arper e altri. La finalità di questo showroom è mostrare non dei prodotti, ma delle idee, 3 "visioni" di punti vendita pensati indipendentemente dal prodotto, applicabili a qualsiasi tipo di commercio.
Questi contenitori, realizzati da tre soci ADI, Associazione per il Disegno Industriale, vengono proposti come capaci di aumentare la competitività, e il fatturato, indipendentemente dal loro contenuto. Queste novità si rivolgono a venditori del futuro con il profilo di un distributore indipendente, medio-piccolo, che vende arredamento contemporaneo e di design.
La prima proposta è di Ezio Ramera (Stile - Brescia), ed è un negozio senza vetrine costruito attorno ad una piazza su cui si aprono diverse attività sinergiche con l'impresa, come la biblioteca di design o l'agenzia immobiliare.
Dario Maiocchi (Dima) propone invece uno spazio per accogliere solo pezzi unici e di alto livello, per garantire un investimento che si rivaluta nel tempo e che non è soggetto a forme di concorrenza, in quanto unico e non replicabile.
La proposta più avveniristica è di Franco Passamonti che immagina un NetShowRoom in cui i prodotti sono virtuali, vengono conservati in un archivio digitale collegato a Youtube e ad altri social network, e proiettati a grandezza naturale su mega schermi; la vetrina è interattiva e incuriosisce il cliente con il bluetooth, mentre all'interno si parla in videoconferenza con esperti (impiantisti, tecnici, architetti ...) per la progettazione virtuale.
Ma chi è questo "cliente del futuro" a cui ci si sta rivolgendo? chi sa se il consumatore finale può apprezzare la novità di questi "negozi virtuali" senza prodotti?
Lo scopo, abbiamo capito, non è offrire formule magiche, ma provocare una reazione per spostare l'attenzione dal prodotto-che-si-vende al come-si-vende.

Fonte: La Repubblica 14/09/09 http://temi.repubblica.it/casa/2009/09/11/il-negozio-del-futuro-e-interattivo/
In foto, il progetto Shopping Lab di Bestetti Associati

giovedì 3 settembre 2009

COGITO ERGO BRAND

Cogito ergo Brand
Da Eraclito a Popper: breve storia filosofica del branding
di T. Braun

Uno sguardo originale e acuto sul brand management ci accompagna in un'inedita, rapida galoppata attraverso la storia della filosofia occidentale. Eraclito e Socrate, Aristotele e Cartesio, insieme a molti altri filosofi conosciuti sui banchi di scuola, fino a Popper e Wittgenstein, tornano sorprendentemente a parlarci a proposito di un tema su cui forse non ci saremmo mai aspettati di ascoltarli: la marca e le strategie di marketing! Con un linguaggio semplice e accattivante, leggero ma non per questo privo di riflessioni approfondite sul ruolo del brand e del suo sviluppo nella nostra società e nel mercato attuale, il brillante volumetto di Braun - ricco di esempi, dalla Coca-Cola alla BMW - apre nuove e interessanti prospettive per tutti coloro che, occupandosi di marketing, sono alla ricerca di stimoli culturali e nuovi approcci alla realtà che ci circonda.

OPEN MARKETING

Open marketing
Strategie e strumenti di marketing multicanale
di A. Boaretto, G. Noci, F.M. Pini

A oltre cento anni dalla sua nascita, il marketing è oggetto di profonde trasformazioni. Le decisioni d’acquisto di milioni di consumatori sono determinate oggi dall’interazione con molteplici fonti informative che coinvolgono, oltre ai canali classici come tv e carta stampata, Internet, Mobile, Digital Out of Home. Questi nuovi media, insieme ai social network, stanno radicalmente cambiando l’interazione tra l’impresa e il mercato. Le classiche ricerche di mercato, le tecniche di segmentazione, il marketing mix tradizionale (modello 4P) non riescono più a rappresentare la complessità dell’ambiente e non permettono alle aziende di cogliere tutte le opportunità offerte dallo sviluppo delle tecnologie. Nasce così un nuovo paradigma, l’Open Marketing, il cui obiettivo è la co-creazione di esperienze multicanale. Ascolto del mercato, coinvolgimento (a tutti i livelli della catena del valore), comunicazione contestuale, integrazione di tutti i punti di contatto entrano così a far parte dell’armamentario di marketing, dando vita a un modello operativo nuovo. Ed è attorno a questi aspetti che si focalizza il libro – frutto del lavoro del più avanzato gruppo di esperti nazionali del Politecnico di Milano – fornendo alle imprese italiane un approccio completo che coinvolge tutte le unità organizzative – non solo il marketing – e tutti gli attori esterni che contribuiscono a creare l’esperienza del cliente.

ReMIX di Lawrence Lessig

ReMIX di Lawrence Lessig
Il futuro del copyright (e delle nuove generazioni)
Anche le brave persone diventano pirati in un mondo in cui le regole appaiono assurde.

La cultura del “remix” è tra noi. Sono i navigatori che scaricano normalmente dal web e rielaborano a loro piacimento musica, testi, video, fotografie, dando vita a nuove opere creative, dentro e fuori dalla Rete. Ma è un’arte illegale, e molti dei creativi più talentuosi del nostro tempo sono criminali da perseguire in base alle leggi sul copyright, che non tengono conto delle nuove tecnologie digitali e vorrebbero disciplinare il download dei file allo stesso modo delle fotocopie di un libro.
Ecco quindi che le “guerre del copyright”, portate avanti negli ultimi anni a suon di cause milionarie e leggi repressive, diventano uno scontro tra due culture: da una parte le grandi major preoccupate di vedere andare in fumo i loro profitti e il loro modello di business e dall’altra la moltitudine degli Internauti che intendono condividere liberamente il frutto della loro creatività. Di fronte ai due estremi - tutto a pagamento o tutto gratis - Lawrence Lessig, autorità mondiale in materia, mostra la necessità di cambiare approccio e propone un modello che, attraverso gradi diversi di protezione della proprietà intellettuale, bilanci le esigenze dei creatori con il desiderio dei fruitori di impossessarsi dei prodotti artistici e culturali, “remixarli” e farli circolare liberamente. Una soluzione che, oltre a garantire la sopravvivenza dell’industria culturale e degli artisti digitali, eviterebbe alle giovani generazioni di crescere con l’etichetta del “pirata”. Perché è in gioco la libertà creativa, ma anche il rapporto dei nostri figli con la legge.

Lawrence Lessig, professore di legge alla Harvard Law School, è considerato uno dei massimi esperti al mondo di proprietà intellettuale nell’era di Internet. Compagno di università e consulente di Barack Obama, ha appoggiato la sua candidatura ed è stato coinvolto nell’elaborazione del programma del neopresidente in tema di tecnologie e web.

mercoledì 5 agosto 2009

Il Design Supermarket de La Rinascente

Il 23 luglio La Rinascente di Milano ha presentato il Design Supermarket, nuovo piano interamente dedicato al design, dove sono esposti i prodotti di più di cento aziende.
Alcuni marchi si presentano come shop in shop la cui personalizzazione è affidata ad importanti progettisti. Tra questi, Alessi che ha affidato la cura degli allestimenti a Stefano Giovannoni che ha pensato delle pareti perimetrali in lamiera metallica sulle quali sono state traforate le icone giganti dei prodotti cult dell'azienda.

mercoledì 29 luglio 2009

Sale la fiducia dell'industria

Si inizia a parlare di ripresa economica e ognuno dice la sua! ma i dati?
Sale ancora la fiducia delle imprese manifatturiere, invece in discesa nei servizi. L'Istituto di Studi e Analisi Economica (Isae) ha pubblicato i dati che dimostrano a luglio un incremento di fiducia per il quarto mese consecutivo. Per i servizi di mercato, invece, il calo «è dovuto al peggioramento delle aspettative sull'economia italiana». Resta poi stabile la fiducia nel commercio e nelle costruzioni (anche se per questo comparto l'indice è relativo a giugno).

Ma come reagiscono i commercianti italiani? nella grande distribuzione i più ottimisti!
Per il commercio, l'indicatore destagionalizzato rimane attualmente quasi stabile rispetto a giugno (da 98,6 a 98,8). Migliorano i giudizi sull'andamento corrente delle vendite e «nuovo ottimismo emerge anche dalle attese sull'evoluzione futura degli affari; in accumulo sono giudicate tuttavia le giacenze di magazzino». Rispetto a un mese fa, i commercianti «si dichiarano nel complesso meno pessimisti sulle prospettive circa il mercato del lavoro, ma preoccupazione emerge ancora dal lato del volume degli ordini». Le pressioni inflazionistiche, inoltre, «sono giudicate in ulteriore attenuazione nel mese in corso e stazionarie nel prossimo trimestre». Sono gli operatori della grande distribuzione ad essere i più ottimisti. L'indicatore destagionalizzato scende infatti nella distribuzione tradizionale (103,6 da 105,3) crescendo, al contrario, in quella "moderna" (93,6 da 91,3).

giovedì 16 luglio 2009

RECOSYS - Newsletter Luglio 2009

Retail Marketing - MARK UP Luglio - Sondaggio ReCoSysBLOG

LEADERSHIP NELL'ERA DELL'INCERTEZZA

Le nuove regole per fare le cose giuste in tempi difficili
di R. Charan
ISBN 9788845315527Anno 2009 - pp. XIV+138

Una guida accessibile, concisa e immediatamente utilizzabile, per affrontare le sfide della crisi e resistere alla tempesta della bassa crescita dell'economia globale. In questo libro uno dei massimi esperti di management a livello mondiale declina le strategie di leadership da adottare in relazione al momento storico, indicando a manager di tutti i livelli le nuove priorità in ogni funzione aziendale, dalla direzione alla produzione, dal marketing e vendite alla R&S, dalla logistica al personale. Con esempi reali (e globali) delle politiche già adottate da alcuni pionieri, mette in luce con chiarezza il modo in cui gli eventi dei mercati finanziari si riflettono nell’economia reale e fornisce un indispensabile aiuto per reagire alle minacce dell’attuale ambiente tossico.
L'autore: Ram Charan, acclamato guru della strategia, definito "il consulente vivente più influente del mondo", ha lavorato con alcuni degli imprenditori e manager più importanti a livello internazionale e con imprese come General Electric, KLM, Bank of America, Novartis. È autore di vari bestseller, tra cui Execution, con Larry Bossidy (2004).

mercoledì 8 luglio 2009

Il RETAIL MARKETING per RECOSYS


In un documento di semplice lettura RECOSYS spiega i meccanismi del RETAIL MARKETING, cos’è? a chi serve? che vantaggi offre?
… le tendenze future

RECOSYS su MARK UP di Luglio '09

Siamo al 3° appuntamento con la rivista MARK UP del Sole24Ore.
Nelle pagine 38 e 39, il protagonista è il Superstore.

Natale Mainieri e Patrick Fontana lo definiscono come una formula distributiva che piace.

Format di primario interesse per i consumatori, capace di sedurre anche i retailer, il superstore pare aver declinato al meglio il principio di Michael Porter (un’impresa si differenzia dai suoi concorrenti quando fornisce qualcosa di unico, che abbia valore per i suoi acquirenti al di là della semplice offerta di un prezzo basso) per rendersi diverso dal modello di origine: il supermercato.

mercoledì 24 giugno 2009

RETAIL MANAGEMENT

"Retail management" di G. Strata, D. Zatta
Impostare strategie vincenti e realizzarle con successo
Prefazione di Franco Fontana Postfazione di Hermann Simon
Collana: Marketing e Vendite
ISBN 9788845314759Anno 2008

Il tema del retail è divenuto ormai la chiave del successo d’impresa in qualsiasi settore, sia del mondo business to consumer sia business to business. In questo volume Gianluca Strata e Danilo Zatta analizzano in maniera chiara e pragmatica come impostare strategie retail vincenti e implementarle con successo. Partendo dalla definizione della strategia retail percorrono tutte le fasi necessarie per formulare e mettere in opera un approccio di successo: •Quali sono le fondamenta di una strategia retail? •Come si identifica la clientela target? •Quali elementi vanno presi in considerazione nel concept di vendita? •Quali sono le principali variabili per la selezione della location? •Quali sono gli elementi fondamentali del marketing del punto vendita e come vanno declinati? •Quali sono i principali indicatori per misurare il successo di una strategia retail?Accanto a concetti teorici, una serie di casi aziendali italiani (Fiat Parts & Services, CO.Import, Feltrinelli e Benetton tra gli altri) ed esteri (tra cui Wal-Mart, Amazon, Gap, Zara, McDonald’s) aiutano a capire come gestire e indirizzare strategie di retail di successo. Un testo di riferimento realizzato con la collaborazione diretta e indiretta dei maggiori esperti in materia.

giovedì 18 giugno 2009

FRANCHISING CONGRESS 16 giugno 2009 - Gli argomenti trattati


RECOSYS ha assistito alla Quarta Conferenza Nazionale del Franchising, l'evento organizzato da ASSOFRANCHISING presso la Camera di Commercio di Milano . Durante la giornata è stato fatto il punto sul settore per conoscere le prospettive e lo stato di salute del franchising italiano.
Nonostante il periodo di crisi diffusa è emersa la crescita del settore, testimoniata dal "Rapporto sul franchising 2009" presentato dal presidente di Assofranchising Graziano Fiorelli.
Inoltre, hanno partecipato alla manifestazione i rappresentanti di altre istituzioni legate al mondo del commercio e delle maggiori catene distributive italiane ed estere, come:
ZANLARI – INDIS/UNIONCAMERE: la tendenza futura del franchising dovrà essere necessariamente quella di legarsi al territorio. Le catene, per essere competitive all’interno delle diverse realtà sociologiche ben definite, dovranno “calarsi” nel territorio, e fare integrazione col commercio locale.
Luca PELLEGRINI – IULM Milano: all’inizio l’Iper era àncora del centro commerciale; attualmente la tendenza è verso una lenta rivalutazione a favore dei centri urbani. La Regione Lombardia ha istituito i D.U.C. Distretti Urbani del Commercio dei veri e propri “CENTRI NATURALI”
FINATO – REGIONE LOMBARDIA: la Regione Lombardia ha deciso di implementare la propria politica territoriale e commerciale, incominciando un percorso di integrazione tra Centro Commerciale Naturale e CC Artificiale. In quest'ambito è stato realizzato il primo bando che vede ora i suoi primi frutti; infatti con un finanziamento totale di €.20.000,00 ai 109 comuni richiedenti si sono realizzati €.64.000,00 di investimento totale e, quindi di giro d’affari. Il secondo bando scadrà a fine luglio.
ANNUNZIATA – INTICOM SPA marchio YAMAMAY: ad oggi 547 punti vendita in franchising in Italia + 60 all’estero. Il marchio YAMAMAY è partito sviluppandosi all’interno dei centri commerciali per poi spingersi nei centri storici e urbani. Per entrambe queste strategie di sviluppo, le difficoltà sono e restano due: prezzi di affitto troppo alti nei centri urbani; indisponibilità di posti in quei centri commerciali con un vissuto e che garantiscono notorietà.
BARBIERI - MC DONALD’S: con i suoi 382 ristoranti in Italia, la strategia di espansione di McDonald’s consisterà nella formula del "Drive In" poiché più flessibile con gli orari consentendo maggior fatturato.
MAFFIOLI - PROMOS SRL: 16 centri outlet in nord Italia, per un totale di 400.000 metri di GLA. Contenitori per piccoli negozi e formule di ristorazione. Lo sviluppo intrapreso coinvolgerà il sud (Campania, Abruzzo e Sicilia). Il successo della formula outlet, ormai ben lontana dell’idea di “spaccio”, sta nel fatto di consentire la diffusione dei brands più lussuosi anche ai livelli più bassi; infatti, anche Giorgio Armani ha dovuto cedere alle insistenze di Mcarthurglen.
PICCIONE: nuovo evento fieristico/congressuale che coinvolgerà il Sud Italia nell’orientamento al franchising. La prima edizione della manifestazione si svolgerà nel marzo 2010 presso la Fiera del Levante di Bari e coinvolgerà i paesi del Mediterraneo e altri partner come Ministeri, OCSE, Commissione Europea…

lunedì 8 giugno 2009

RECOSYS - Newsletter Giugno 2009

Anno 1 . Numero 3
Contenuti: Modello SEM - RECOSYS su MARK UP di Giugno'09 - Votazioni su ReCoSysBLOG

mercoledì 3 giugno 2009

RECOSYS su MARK UP di Giugno'09

Prosegue la collaborazione tra RECOSYS e MARK UP, questa volta analizzando il format IPERMERCATO.
Nell'articolo di giugno '09, a pagina 52 e seguente, Natale Mainieri e Patrick Fontana parlano della crisi dell’Ipermercato che non sta nel format ma nella sua attuale espressione.
Il suo ruolo non è quello di creare occasioni di acquisto, come fa lo specializzato, ma di enfatizzarle nel momento in cui il cliente esprime il proprio bisogno. Significa dover lavorare su stagionalità e microstagionalità attivando, solo sotto tale luce, la leva promozionale e garantendo, sul resto dell’assortimento, convenienza assoluta.
Con tali meccanismi, l’offerta merceologica si declina in logica di gamma/bisogno, eliminando inutili complessità dovute a numeriche di referenze sproporzionate rispetto alle reali necessità del cliente.





Cos'è il Modello SEM (Site Evaluation Model) ReCoSys©

Strumento efficiente ed efficace per conoscere il potenziale fatturato di un punto vendita e la sua sostenibilità in termini di investimenti economici
Da più di 7 anni, RECOSYS supporta moltissime insegne del mondo della distribuzione nelle attività di sviluppo della rete di vendita sull’intero territorio nazionale.
S.E.M. Site Evaluation Model, il Modello previsionale RECOSYS, individuando la potenzialità di un sito commerciale in termini di cifra affari, si è rivelato strumento insostituibile nei processi decisionali legati alle aperture di nuovi punti vendita. É apprezzato per la sua efficienza nella fase esplorativa di ricerca di nuove locations ed efficacia nelle fasi di start-up per l’apertura di nuovi punti vendita.

La congiuntura economica in corso ha imposto una fase di “riflessione” circa lo sviluppo numerico delle catene e molte insegne, anche quelle che erano state meno dinamiche, stanno ri-analizzando i livelli di efficienza e attrattività delle proprie strutture commerciali esistenti. È in atto, da parte dei retailers, un’attenta ricerca di miglioramento della resa per metro quadro di superficie di vendita attraverso due ambiti di intervento: marketing dell’offerta per mantenere ed attrarre flussi di clientela e razionalizzazione strutturale laddove le sole leve commerciali risultano insufficienti alla crescita delle performances (remodelling, ampliamenti/riduzioni di superficie, cambi di format, dismissioni).
I piani di intervento in tal senso devono prendere avvio ed evolversi partendo da valutazioni economiche, commerciali e territoriali, che analizzino con precisione il rapporto tra performance effettiva (realizzata) e performance potenziale (realizzabile) e cioè fatturato e resa a metro quadro reali vs. potenzialità attrattiva residua e accessibile nel bacino territoriale di riferimento della singola struttura di vendita.
Chi conosce il Modello S.E.M. Recosys, e ha avuto modo di utilizzarlo, sa come le sue capacità di valutare i fenomeni attrattivi in un determinato contesto distributivo consentono di effettuare processi di opprtunity analysis estremamente precisi ed efficaci. Gli output di tali processi si rivelano funzionali a supportare operativamente il management in scelte economiche e finanziarie, spesso difficili, organizzativamente complesse e a volte “vischiose”, circa il mantenimento, il potenziamento o, in casi estremi, la dismissione, di punti vendita della catena.


>Per comprendere funzionalità e utilizzi del Modello clicca sui documenti sottostanti: